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Come cresce un neonato: le principali tappe del primo anno.


Prima di addentrarci nel magico mondo dello sviluppo di un bambino, dalla nascita fino al primo anno di vita, sfatiamo una convinzione, ahimè ancora radicata.

I bambini quando nascono, non è poi vero che sono proprio proprio una tabula rasa, né tanto meno, una “scatolina vuota”

Il bambino nasce portando già con sé dele competenze sensoriali  molto importanti: è in grado di discriminare gli stimoli uditivi, non solo preferisce la voce umana, ma preferisce la voce che parla la lingua della mamma, tanto da essere  in grado di discriminare i fonemi di ogni lingua del mondo, cosa che si perde nei primi sei mesi in seguito all’essere soggetto ad una sola lingua.

Nei primi mesi di vita il cervello del bambino, che alla nascita è circa il 25% del cervello di un adulto, ha una crescita esponenziale! Raddoppierà nel giro di 6 mesi, crescita che non si verificherà mai come in questa fase in nessun altro momento (ci vorranno altri 4 anni prima di arrivare ad avere le dimensioni di circa il 75% del cervello adulto per arrivare a completarsi, almeno dal punto di vista della massa, nella prima adolescenza).

I processi di maturazione del cervello umano iniziano già nella terza settimana gestazionale, e sono destinati ad evolversi per l’intero arco di vita, modellando così il potenziale di apprendimento. Il bambino nasce dotato di più di 100 miliardi di neuroni che tramite processi come la sinaptogenesi (formazione di connessioni tra neuroni) permettono al bambino di consolidare e apprendere nuove informazioni provenienti dall’ambiente che lo circonda (Ackerman, 1992). 

Quanto raccontato fino a qui, voleva avere il solo scopo di fare comprendere che, quando guardiamo un neonato, abbiamo di fronte un circuito potentissimo appena acceso, che si rafforza a ogni stimolo ricevuto.

Ma quali sono le principali tappe che accompagnano la crescita del bambino?

Il primo anno di vita di un bambino è un viaggio incredibile, fatto di piccoli grandi cambiamenti che spesso sorprendono anche i genitori più preparati. In pochi mesi il neonato passa dall’essere completamente dipendente dall’adulto a muovere i primi passi, comunicare con suoni e parole e mostrare una personalità sempre più definita.

Nei primi mesi di vita il bambino comunica soprattutto attraverso il pianto e reagisce agli stimoli con riflessi innati. La vista è ancora poco nitida, ma il neonato riconosce la voce dei genitori e si calma con il contatto fisico. Tenere in braccio il bambino, parlargli con voce dolce, guardarlo negli occhi non è solo un gesto d’amore, ma un potente stimolo per il suo sviluppo emotivo e cognitivo.

Con il passare delle settimane iniziano i primi sorrisi intenzionali, i vocalizzi e una maggiore attenzione verso il mondo che lo circonda. Intorno ai tre o quattro mesi il bambino osserva con curiosità, segue gli oggetti con lo sguardo e riconosce le persone familiari. Rispondere ai suoi suoni, raccontargli cosa stiamo facendo o cantargli una canzone lo aiuta a sviluppare le basi del linguaggio e della comunicazione.

Tra il quarto e il sesto mese il bambino diventa sempre più curioso e attivo. Afferra gli oggetti, li porta alla bocca e inizia a esplorare attraverso i sensi. Questa fase è fondamentale e non va vissuta con ansia: offrire uno spazio sicuro dove il bambino possa muoversi liberamente è uno dei migliori regali che possiamo fargli. L’esplorazione è il modo naturale con cui il cervello impara.

Dai sei mesi in poi il bambino comincia a stare seduto, a gattonare e a interagire in modo più intenzionale. Può mostrare timidezza o paura verso le persone estranee, segno di un legame sempre più forte con i genitori. Il gioco condiviso, le routine quotidiane e la presenza costante di adulti di riferimento aiutano il bambino a sentirsi sicuro e a organizzare le sue emozioni.

Verso la fine del primo anno arrivano le prime parole, i gesti per indicare ciò che desidera e, per molti bambini, i primi passi. Il piccolo inizia a capire semplici richieste e ama imitare gli adulti. Parlare con lui, leggere insieme un libro illustrato e coinvolgerlo nelle attività quotidiane sono modi semplici ma potentissimi per sostenere il suo sviluppo.

Dal punto di vista del cervello, il primo anno è caratterizzato da una crescita rapidissima delle sinapsi. Le connessioni che vengono usate più spesso si rafforzano, mentre quelle che non servono vengono eliminate. Questo significa che il cervello del bambino si sviluppa in base a ciò che vive ogni giorno. Un ambiente ricco di affetto, dialogo e gioco favorisce uno sviluppo armonico, mentre la mancanza di stimoli e relazioni può rallentare questo processo.

È importante ricordare che stimolare non significa iperstimolare. Non servono giochi costosi o attività strutturate: ciò che fa davvero la differenza è la qualità del tempo trascorso insieme, la presenza attenta, la capacità di rispondere ai bisogni del bambino e di accompagnarlo nelle sue scoperte (solo per non dare nulla per scontato: un tablet, il cellulare e la televisione non sono stimoli, sono veleno per i neuroni del bambino)

Il primo anno di vita è una fase unica e irripetibile. Le esperienze vissute in questo periodo pongono le basi per l’apprendimento, le relazioni e il benessere futuro. Crescere un bambino in un ambiente affettuoso, sicuro e stimolante significa offrirgli il miglior punto di partenza possibile.


🧡 Box per mamma e papà :


✔️ Parla spesso al tuo bambino Raccontagli cosa stai facendo, chiamalo per nome, descrivi ciò che vede. Anche se non capisce ancora le parole, il suo cervello le sta registrando.

✔️ Rispondi ai suoi segnali (spoiler: il pianto non è capriccio, è bisogno) Un pianto, un sorriso, un vocalizzo sono tentativi di comunicazione. Rispondere in modo coerente e affettuoso rafforza il senso di sicurezza e le connessioni cerebrali.

✔️ Favorisci il contatto fisico (spoiler 2… tenerlo in braccio non lo vizia) Abbracci, coccole, massaggi e carezze aiutano lo sviluppo emotivo e riducono lo stress, creando le basi per una crescita equilibrata.

✔️ Offri uno spazio sicuro per muoversi (spoiler 3: metterlo in un girello non lo aiuta ed è dannoso allo sviluppo fisico se se ne fa grande uso) Lascia che il bambino esplori, rotoli, gattoni e sperimenti il proprio corpo. Il movimento è fondamentale per lo sviluppo del cervello.

✔️ Gioca insieme, ogni giorno Il gioco condiviso è uno dei più potenti stimoli per lo sviluppo cognitivo ed emotivo. Anche pochi minuti di attenzione esclusiva fanno la differenza.

✔️ Leggi fin dai primi mesi Sfogliare libri illustrati, anche prima che il bambino parli, stimola il linguaggio, l’attenzione e la relazione genitore-bambino (potremo approfondire il tema della lettura se volete!!!!)

✔️ Mantieni routine semplici e rassicuranti Orari, gesti e rituali ripetuti aiutano il bambino a sentirsi sicuro e a organizzare le sue esperienze.

✔️ Ricorda: non serve fare tutto “perfettamente” (spoiler 4: i bambini non vogliono genitori perfetti, ma genitori sereni ) Un ambiente amorevole, presente e coerente è molto più importante di qualsiasi gioco educativo o attività strutturata.



Se questo articolo vi ha suscitato curiosità o domande, o se sentite il bisogno di un confronto, potete contattarmi in qualsiasi momento. Sarò felice di rispondere, offrirvi maggiori informazioni e accogliere anche i vostri suggerimenti su nuovi argomenti da trattare, per continuare a crescere insieme, passo dopo passo.


Tania

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

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