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Il valore educativo dei gesti quotidiani.

Il linguaggio non verbale è più importante di quello verbale,
Il linguaggio non verbale è più importante di quello verbale,

C’è un’educazione silenziosa che avviene ogni giorno, senza programmi, senza lezioni strutturate e senza bisogno di parole altisonanti. È l’educazione dei gesti quotidiani: quelli che ripetiamo quasi senza pensarci, immersi nella routine, convinti che passino inosservati. E invece sono proprio questi gesti a parlare più forte, soprattutto agli occhi dei bambini.


La routine, spesso percepita dagli adulti come qualcosa di monotono o automatico, è per i bambini una cornice rassicurante dentro cui osservare il mondo. È lì che si inseriscono i gesti: come salutiamo al mattino, come apparecchiamo la tavola, come reagiamo a un imprevisto, come chiediamo scusa, come ascoltiamo. La quotidianità diventa così una sorta di laboratorio educativo continuo, dove ogni azione contribuisce a costruire significati.


I bambini imparano guardando.


Molto più di quanto imparino ascoltando.


Possono dimenticare una frase, ma difficilmente dimenticano un comportamento. Se diciamo loro che è importante rispettare gli altri, ma alziamo la voce quando siamo stanchi; se parliamo di gentilezza ma siamo bruschi nelle piccole interazioni; se chiediamo calma ma affrontiamo la frustrazione con nervosismo, il messaggio che passa non è quello verbale, ma quello incarnato nei gesti.


Questo non significa dover essere genitori o educatori perfetti. Al contrario, significa riconoscere che anche l’imperfezione è educativa, quando è accompagnata da consapevolezza. Un errore ammesso, una rabbia spiegata, una scusa sincera insegnano molto più di una predica. I bambini osservano come ci rialziamo, non solo come cadiamo.


Il valore educativo dei gesti quotidiani sta proprio nella loro ripetizione. È nel “tutti i giorni” che si costruiscono abitudini interiori: il modo di stare con gli altri, di affrontare le difficoltà, di prendersi cura di sé e del mondo. Un gesto ripetuto diventa un modello, e un modello, nel tempo, diventa parte dell’identità del bambino.


Educare, allora, non è solo spiegare cosa è giusto o sbagliato, ma incarnarlo nelle piccole cose: nel tono della voce, nella pazienza di aspettare, nella coerenza tra ciò che diciamo e ciò che facciamo. È un lavoro silenzioso, spesso invisibile, ma profondamente incisivo.


Forse il vero invito è questo: rallentare abbastanza da accorgerci dei nostri gesti. Perché, mentre noi viviamo la routine come sfondo, i bambini la leggono come un testo fondamentale. E in quel testo, ogni giorno, stiamo scrivendo una storia che li aiuterà a capire come si sta al mondo.


💛 Se questo articolo vi ha suscitato curiosità o domande, o se volete suggerire nuovi argomenti da trattare, potete contattarmi in qualsiasi momento. Sarò felice di rispondere e accompagnarvi passo dopo passo in questo meraviglioso percorso di crescita insieme ai vostri bambini.


 
 
 

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